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BALAA parla al mondo

Il giovane Afar mi passa accanto indifferente, come se mi conoscesse da sempre o come se non fossi mai esistito.
Eppure è ben visibile la nostra diversità.
Sono incuriosito da questo uomo minuto che parla al suo dromedario. L’animale lo ascolta, lo segue e obbedisce ai suoi comandi.
Mi avvicino incuriosito e lo saluto nella lingua della sua religione. Lui risponde.
Mi dedica qualche istante del suo tempo, con rispetto ma con distacco.
– Ho imparato l’arabo leggendo il corano. Qui, nella piana del sale, nessuno parla questa lingua anche se siamo musulmani. Chi non legge il corano non potrà imparare l’arabo. –
Sussurra con voce decisa.
Mi chiede un paio di occhiali da sole ma io non li ho.
Come vorrei avere un paio di occhiali da sole. Ma non li ho.
– La prossima volta –. Sorride!
Mi degna di un ultimo saluto e ringrazia; ma sono io a dover ringraziare lui.
Il dromedario si solleva con quel gesto buffo che solo lui sa compiere.
Balaa imbraccia la corda che lo tiene legato per tutta la vita al suo animale e si allontana.
Una perla in mezzo ad un deserto di sale.
Un uomo fiero di parlare la lingua della sua religione e fiero di sussurrare al suo animale.
Vorrei raggiungerlo e parlare ancora con lui.
Vorrei fermare il tempo.
Balaa è ormai lontano e si perde all’orizzonte nella piana del sale.

BAKSTAGE
10 Backstage_042_300dicembre 2013 piana del sale in Dancalia. Quando si trascorre molto tempo in mezzo a persone sconosciute può capitare di essere attratti o incuriositi da qualcuno in particolare. Improvvisamente si accende quella scintilla che porta ad approfondirne la conoscenza. A me è capitato con il giovane Balaa che con poche parole e uno sguardo fiero è stato capace di tenermi inchiodato ad ascoltarlo cercando di rubare qualche scatto prima che riprendesse il suo cammino. L’incontro con queste persone vale molto più di tante immagini che non sarebbero in grado di raccontare l’essenza del loro pensiero