Project

BABDOUKALA

Raggi di luce fioca filtrano dal cielo e si mischiano a polvere sospesa.
Fumo nell’aria, profumo di carne che cuoce lenta. Fumo che sale.
Voci si mischiano a voci, passi a passi.
Motorini sfrecciano tra passanti indifferenti. Rumori in sottofondo.
Profumo di pesce fritto, olio che frigge.
Babdoukala non regala colori ma solo odori forti, rumori intensi e gatti.
Gatti ovunque.
Babdoukala è movimento perenne.
A pochi passi dalla grande piazza ma lontani dalla piazza.
Lo stretto vicolo laterale si accende di rosso orca.
Passa un uomo e poi silenzio, passa una donna grassa e ancora silenzio. Ombre.
Il vicolo è stretto, è un mondo parallelo.
Il vicolo è ombra, armonia, luce calda, muri e silenzio perenne.
Terra d’ocra, terra bruciata, terra d’ombra.
Il vicolo è un uomo alla volta.
Babdoukala sembra troppo distante con i suoi rumori e i profumi.
Pochi passi ancora e si raggiunge Dar el Bacha.

BACKSTAGE Marrakech marzo 2016
Ogni momento trascorso a Marrakech non può essere un momento qualunque. Marrakech è una scoperta continua. Basta seguire un profumo, un rumore, attraversare un quartiere popolare e poi perdersi nei vicoli laterali ed ecco la scoperta di un mondo parallelo. Per me questa città continua ad essere una fonte di ispirazione inesauribile. Un luogo dove cerco sempre di perdermi per trovare nuove idee. Sono stati sufficienti pochi passi attraverso il quartiere di Babdoukala per entrare in contatto con una nuova dimensione della città, quella del popolo che la vive e la percorre disinteressandosi di quello che succede intorno.