Project

il SALE della vita

Cumuli di sale candido che brillano come diamanti alla luce del sole.
A pochi passi il grande lago è una miniera a cielo aperto.
La luce dorata del mattino dipinge la marea bianca e i suoi uomini che faticano da troppe ore, accecati dai forti riflessi.
Avanti e indietro trascinando pesanti carriole cariche del prezioso minerale mentre le loro figure si specchiano sulla superficie.
Uomini giovani, muscolosi con la gola arsa dall’aria secca che solo il sale sa dare.
Le gambe segnate da piaghe aperte che non si rimargineranno più.
I loro occhi sono fontane da dove colano lacrime grosse come chicchi di sale.
Ai piedi vecchie calze di cotone e sandali cinesi nella speranza di proteggere quel poco che rimane da salvare di questi corpi freschi per la giovane età ma consumati dalla fatica e dal tempo.
Solo una borraccia e poca acqua per lavarsi le ferite sempre più profonde.
Quello di Afrera è un buon sale ma costa molto caro.

BACKSTAGE 
afrera_backstageIl lago salato di Afrera è una ottima scenografia per realizzare una storia sui raccoglitori di sale. Come sempre la luce gioca un ruolo fondamentale in ogni lavoro fotografico pertanto, appena vedo le condizioni ottimali per iniziare a scattare, mi porto verso le saline e inizio a conoscere le persone che poi diventeranno i soggetti degli scatti. Sono ragazzi giovani che trascorrono la maggior parte del loro tempo immersi nell’acqua salata. La loro pelle, nonostante la giovane età è già piena di ferite. Non voglio riprendere le ferite ma mi concentro sul loro lavoro e sull’ambiente circostante. Li seguo e loro sono gentili a farsi seguire, ne approfitto per cercare di rendere un po’ più gradevole questo ambiente così difficile. Lago Afrera o lago Giulietti in Dancalia dicembre 2013