Project

pescatori a NOSY BE

La luce dorata dell’alba pennella le piroghe adagiate sulla tiepida sabbia.
Con fare lento, seguendo i ritmi del tempo, il popolo del mare comincia una nuova giornata baciata dalla magica luce del tropico.
Tra poco prenderanno il largo nella speranza di una pesca miracolosa, frutto della fantasia di questi ragazzi.
Storie antiche che si tramandano da generazioni anche se il mare non è più lo stesso.
I pescatori non si lasciano intimorire, spingono le piroghe verso l‘orizzonte per farvi ritorno prima del tramonto.
Le nasse, troppo spesso colme di illusioni, non potranno impedire loro di continuare a sognare.
A terra ci sarà sempre qualcuno ad attendere un pescatore che rientra.
Il mare di Nosy Be è una tavola color zaffiro e le nuvole sono montagne leggere che scivolano al ritmo del vento.
Il sole si alza sulla spiaggia e muore alle sue spalle.
Domani le piroghe riprenderanno il mare appesantite da nasse sognanti.

BACKSTAGE
Ottobre 2005 rimango sconvolto dalla luce di Nosy Be. Trascorro tutto il tempo ad osservare le piroghe a bilanciere intagliate nel legno che prendono il mare per la solita giornata di pesca. Caricano ingombranti nasse costruite con le foglie di palma. Rientrano al pomeriggio quando la marea inizia ad abbassarsi con miseri bottini. I pescatori al rientro svuotano le nasse sempre più povere di pesce. Lungo la spiaggia di Ambatoloaka la vita scorre tranquilla al ritmo della luce. Ogni mattina all’alba raggiungo la spiaggia per vedere partire le piroghe.