Project

TERRA che parla

Dopo avere attraversato l’antico greto del fiume in secco, contornati da canyon e formazioni lunari: un bagliore accende l’orizzonte.
Una macchia gialla come il sole illumina un ambiente senza colore al quale i nostri occhi si sono ormai abituati da tempo.
Rimaniamo sbigottiti di fronte al paesaggio alieno e alle sue sfumature surreali.
Improvvisamente catapultati nella favola di una terra composta da laghetti verde acido, geyser che gorgogliano tra sorgenti di acque calde contornate da cornici di cristalli dalle tinte luminescenti.
Intorno a noi un mondo che ribolle. Ai nostri piedi la terra che parla.
Ci domandiamo se quello che ci circonda è la fiaba di un paradiso colorato oppure un inferno di veleni! 
Rimane la visione di uno spettacolo unico e irripetibile.

 BACKSTAGE
TERRA CHE PARLA backstage
Dicembre 2013, ci troviamo nel Dallol anche chiamato “le porte del sale”. Un luogo straordinario per la ricchezza geologica del suo sottosuolo. Una sinfonia di colori che mi ha lasciato stupefatto ma nonostante questo, il racconto l’ho pensato quasi tutto in bianco e nero. La motivazione è che ho voluto privilegiare gli ambienti monocromatici che conducono poi alla piana colorata.
Guardando questi ambienti ho rivisto certe straordinarie situazioni incontrate in alcuni parchi dall’altra parte del mondo ma la differenza è che qui nel Dallol siamo davvero nel mondo primordiale e anche l’aria che si respira è di un altro tempo.